La proprietà box-shadow applica un effetto ombra a un elemento della pagina. E’ definita da 2 fino a 6 valori:
spostamento orizzontale
spostamento verticale
raggio di sfocatura (blur radius)
diffusione della sfocatura (spread radius)
Solo i primi due sono obbligatori. Oltre a questi 4 valori, abbiamo altri 2 valori opzionali: colore (può essere un valore esadecimale, rgb o rgba) e inset.
Con quest’ultimo valore “inset”, possiamo ottenere l’effetto di ombra interna
Prima del computer.
Prima della stampa.
Prima di unità di misura definite.
Il metodo di Jan Tschichold, per creare un’armonia di pagina perfetta, utilizza un semplice foglio di carta, una matita e il regolo, uno strumento di calcolo su scala logaritmica: http://retinart.net/graphic-design/secret-law-of-page-harmony
Pare abbia gridato “Viva l’Italia” ricevendo il premio oscar per la miglior fotografia di Avatar.
E’ Mauro Fiore, originario di Marzi, un piccolo paesino della Calabria. Per cercarlo in google maps ho dovuto fare parecchie zoommate…
Si è trasferito in America all’età di sette anni, a Chicago e da lì poi decide di tentare la fortuna in California.
Arriva al successo dopo molta gavetta, come elettricista e tecnico luci, uno di quei ruoli che al cinema vediamo scritto piccolo piccolo al fondo, nei titoli di coda. Viva l’Italia! ha gridato, mentre i genitori e altri compaesani piangevano e urlavano davanti alla tv in una sala del Comune di Marzi, svegli nel cuore della notte a tifare per lui.
Il cantautore americano Mark Linkous, leader del gruppo Sparklehorse, si è tolto la vita.
L’ultimo pezzo dell’ultimo album degli Sparklehorse si intitola: “La notte oscura dell’anima”.
Il brano (che da il titolo anche all’album, “Dark Night of the Soul”) non è stato sicuramente di buon auspicio.
Fu scritto ed eseguito con Vic Chesnutt e David Linch.
Vic Chesnutt si è suicidato la notte di Natale 2009. Ora è toccato anche a Mark Linkous.
Il primo brano dell’album , “Revenge”, cantato da Wayne Coyne (The Flaming Lips):
Ho lavorato a un modello verticale del logo. Ho cercato di dare dinamismo alle forme, con linee oblique e una forte spinta verso l’alto. Le forme colorate richiamano uno degli oggetti piu comuni e popolari: la tag, il cartellino che accompagna quasi tutti gli oggetti in vendita.
Il testo “upim up” è un gioco di parole da “open up”: lo shopping mall aperto a tutti. (…)
Ho mantenuto i colori originali del brand per conservare un legame con il passato. Ho spostato il focus (colore blu scuro) sulla lettera P lavorata come una lente di ricerca.
Il colore della lettera P , per identificare la collezione e la specificità dell’offerta commerciale di Upim.